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Street Art

Ygrek – Blue Edition

Durante le ore passate in web, alla ricerca di materiale inedito e artisti poco conosciuti nel panorama delle arti di strada, ci siamo trovati davanti le foto delle opere di YGREK per la selezione materiale di Graffgo Blue Edition.

Sin da subito abbiamo notato una grande originalità e una straordinaria capacità fotografica e abbiamo deciso perciò di dedicargli uno speciale.

Chi è Ygrek ? Quando hai cominciato a fare arte urbana e come?

All’inizio degli anni 2000 ho deciso di cominciare seriamente a fare graffiti sui muri. Ovviamente per i primi anni facevo soltanto vandalismo con il mio crew, flops per strada, blockletters sull’autostrada e sui lungo linea ferroviari. Successivamente abbiamo optato per un attività legale, Jam e posti abbandonati.  Durante i miei studi di design a Ginevra ho cominciato a sperimentare l’arte su rete. Ho ottenuto il mio Master di design disegnando tipografie riproducibile su reti. Dopo la laurea ho decido di andare avanti con questo progetto utilizzando ormai il pseudonimo YGREK.

Come definiresti la tua ricerca?

All’inizio nel 2010, avevamo battezzato questa tecnica «ricamo urbano», pare pero’ che la denominazione appropriata sia “Fence art”. Alla fine non m’importa più di tanto quale sia il nome giusto l’importante è sapere di cosa si tratta.

Il mio approccio nei confronti di questa nuova forma d’arte è quella di un tizio che ha dedicato più di 10 anni della propia vita al graffiti. Il mio modo di fare si modella di più sul movimento graffiti che su quello della street art. Ho questo desiderio di apporre ovunque il mio nome perché voglio che resti impresso nella memoria della gente che lo guarda. I luoghi che scelgo sono simili a quelli dei graffitari ossia autostrade, linee ferroviari ecc… Il mio stile porta in sé il mio passato da writer.

Hai mai avuto problemi con la legge per le tue installazioni?

A Ginevra non ho mai avuto problemi con la polizia o con la gente, anzi mi è già successo di ricevere soldi da una vecchietta che mi voleva ringraziare di avere decorato la sua rete senza che me l’avesse chiesto.

A Bruxelles invece mi hanno fermato dei poliziotti in borghese mentre di notte lavoravo su un’affresco.. Hanno cominciato ad innervosirsi, abbiamo chiarito la situazione e ci hanno permesso di terminare l’opera, per poter scattare alcune fotografie, a condizione di togliere tutto subito dopo. Fino ad ora non ho mai preso multe, speriamo continui così!

Le tue foto sono piene di fascino e mistero. Che rapporto hai con la fotografia?

Le mie opere hanno bisogno di un lavoro molto più acuto al livello fotografico a causa della trasparenza del supporto. Essendo graphic designer e particolarmente perfezionista, desidero che le mie fotografie siano perfette.

Ho infatti tendenza a scattarne più di una cinquantina ad ogni opera, per essere sicuro di beccare quella buona . Dopo une scelta faticosa spendo un paio d’ore su photoshop per corregere le prospettive, aggiustare i livelli ecc.

Cio’ nonostante resta sempre per me un piacere farlo, poiché prendo questo lavoro come una sfida, non essendo facile trasformare una banale fotagrafia di una rete in una bella immagine piacevole alla vista.

Chi sono gli artisti a cui ti ispiri?

Mi piacciono gli effetti d’ottica come quelli di Markus Raetz, Georges Rousse o M.C. Escher. Per quanto riguarda il design apprezzo il lavoro di Stefan Sagmeister, Pierre di Sciullo, Felix Pfäffli e Jurg Lehni. Per la street-art  Space Invader, L’Atlas, Benjamin Laading senza dimenticare le gif di Insa e gli interventi di GRL ossia il Graffiti Reseach Lab.

Nei graffiti le opere di Roids, PantOne, Wide Moker, et Xpome mi danno grande ispirazione. Ovviamente ne sto dimenticando tanti altri.

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